Da circa vent’anni a questa parte si continua a registrare un aumento della superficie forestata perché il processo di deforestazione, che l’uomo pratica dalla scoperta dell’agricoltura, per la necessità di avere nuovo spazio per le coltivazioni e per l’allevamento, ha subito un forte inversione di tendenza già a partire dal primo dopoguerra, grazie alla grande diffusione dei combustibili fossili, al forte utilizzo della chimica in agricoltura e all’abbandono dei pascoli.
Proprio quest'ultimo è una delle concause che direttamente è segnale di un profondo cambiamento sociale culturale e ambientale. L’abbandono dei pascoli è dovuto sia alle nuove modalità di gestione dell’allevamento (della capra ma anche del bovino) sia dalla sensibile diminuzione degli allevamenti stessi (Noè et al. 2004). La salita all’alpe a quote molto elevate, nel periodo estivo, viene praticata sempre più di rado mentre si ritrovano frequentemente greggi mantenute a quote molto più basse.
Pertanto, può comprendere perché, oggi, la capra al pascolo si ritrovi spesso in zone boscate costituite da specie caducifoglie.
l'amministratore si trova quindi oggi a dover regolamentare una nuova realtà in cui il pascolo viene sempre più a contatto con le aree boscate e più densamente abitate.
AGER s.c. affronta la problematica mettendo in campo, da un lato, la capacità tecnica della creazione di piani per la gestione e recupero di aree pascolive complesse e, dall'altro, lo studio e la ricerca di nuovi strumenti per dare al decisore la capacità di gestire l'attuale complessa realtà montana.
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