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Api

Ape Europea (Apis mellifera)

Ordine:Imenotteri Famiglia:Apidae Genere:Apis Specie:mellifera

Apis è un genere di insetto sociale matriarcale in cui cioè esiste un struttura sociale che fa capo ad una femmina, la regina, la quale è l’unica che provvede alla deposizione delle uova e quindi alla riproduzione. La struttura sociale si divide in due caste: casta dei riproduttori (ape regina, fuchi) e casta sterile (api operaie) (M. Girotti). È presente un gruppo di qualche centinaio di maschi chiamati fuchi mentre la totalità della famiglia è costituita dalle api operaie (qualche decina di migliaia) le quali sono divise in base ai diversi compiti: raccolta nettare, difesa del nido, costruire il nido, allevare le larve. I maschi hanno principalmente il compito di occuparsi della fecondazione della regina.


Si caratterizzano per avere un apparato lambente-masticatore (solo masticatore nelle larve), i caratteristici occhi compositi che le consentono di avere una visione a 360°. L’apparato lambente provvede alla raccolta del polline che attraverso un processo enzimatico e la successiva perdita di umidità una volta posto nelle cellette si trasforma in miele. Sulle zampe specialmente su quelle posteriori sono invece poste delle strutture pilifere atte a raccogliere il polline il quale fornisce all’ape sostanze azotate. La raccolte del polline consente l’impollinazione entomofila delle piante e questo fa delle api il più importante degli insetti pronubi.


L’ape non è sempre stato un insetto sociale ancora oggi la maggior parte dei generi della famiglia Apidae conduce vita solitaria. Non è ben chiaro in che modo e con che tempi sia avvenuto il processo di socializzazione, ben rappresentato nel genere Apis, ma questo ha consentito lo sfruttamento dell’insetto per ricavarne prodotti. L’utilizzo dei prodotto dell’alveare ha origini molto antiche e fino a metà del 1900 la procedura di raccolta del miele veniva effettuata attraverso la distruzione del nido poiché l’ape, in natura, costruisce il suo ricovero in cavità naturali (tronchi, sottoroccia ecc). L’uomo ha da principio riprodotto la cavità naturale attraverso la creazione di quello che in Italia viene denominato “bugno villico” rappresentato da un tronco cavo all’interno del quale l’insetto realizzava il suo nido. Dagl’anni ’80 il bugno è fuori legge e oggi è consentito solo l’allevamento in arnia razionale, questo sia per motivi economici e funzionali legati alla possibilità di recuperare i prodotti senza distruggere la famiglia sia a motivi sanitari.


Dall’allevamento dell’ape oltre al prezioso nettare si ricavano altri prodotti quali la cera per cosmetici e candele, la propoli, la pappa reale. Il miele può essere millefiori perché contiene nettare di diverse essenze florali o uniflorale quando contiene prevalentemente il nettare di una singola essenza (acacia, tiglio, castagno, agrumi ecc).


AGER s.c. all’interno dell’attuale approccio alla dimensione rurale proposto dalla UE considera l’apicoltura come uno dei potenziali tasselli che possono partecipare al processo di “diversificazione” grazie all’ampia potenzialità contenuta in questa attività agricola: i bassi costi di gestione, la semplicità di impianto dell’attività, le potenzialità comunicative ed educative ecc. Ciò su cui riteniamo importante lavorare sono: l’individuazione del contesto e degli obiettivi specifici di ogni singola realtà e la capacità di fare sistema. AGER attraverso l’impegno di parte del proprio staff sostiene un progetto di apicoltura cittadina finalizzato al recupero di aree marginali denominato “ilmieledifrancesco” e un progetto di apicoltura di montagna inserito in un processo di diversificazione aziendale realizzato dall’azienda agricola di montagna Chindemi (VB).

 

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